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CENTRO DI ASCOLTO DI NOALE “ V. Fardin “RIEPILOGO ATTIVITA’ - ANNO 2010
La quantità di persone affluite al Centro di Ascolto, che nel 2009 era cresciuta fortemente, è rimasta la stessa nel 2010. Sono però aumentati sia gli italiani, come anche le richieste di aiuto. Questo indica che le situazioni di difficoltà non sono certo diminuite, ma, al contrario, che le difficoltà si sono aggravate. Oltre agli stranieri immigrati, al Centro si rivolgono sempre più italiani, quelli che perdono il lavoro e altri che lo avevano già perduto in precedenza e cessano di percepire le indennità temporanee di disoccupazione, mobilità o cassa integrazione guadagni. Tra le persone affluite I disoccupati sono una larga parte. Questa condizione – seppure attenuata spesso da qualche giornata di lavoro, o da attività marginali che consentono comunque di racimolare qualcosa – evidentemente pone di colpo in grave disagio le famiglie colpite. Per molte di loro, alle difficoltà di provvedere ai normali consumi alimentari ed energetici, si aggiunge soprattutto quella di pagare il mutuo o l’affitto dell’abitazione. Qualcuna, infatti, ha già subito lo sfratto, qualche altra ha ricevuto l’ingiunzione o la notifica, e diverse le temono. Quasi sempre ci sono di mezzo figli, più o meno piccoli o, talvolta la malattia, a rendere ancor più drammatica la situazione. Del resto gli effetti della crisi economica e dell’occupazione sono sotto gli occhi di tutti, e continuano a investire con gravità e prospettive preoccupanti anche le medie e piccole aziende del territorio miranese. Pensiamo, ad esempio, all’Aprilia e a quelle della vicina zona industriale di S.M.di Sala. Gli stessi dati ufficiali resi noti di recente, riferiti all’intero paese e riguardanti il 2009, confermano che la crisi ha colpito più forte proprio le regioni del Nordest, riducendo, in misura ben superiore alla media nazionale, sia il prodotto lordo delle attività che il reddito delle famiglie. Sono calati pure i consumi alimentari. Seppure tra i compiti primari delle istituzioni pubbliche rientri anche l’assistenza sociale, gli Enti locali sono sempre meno in grado di intervenire per mancanza di risorse, soprattutto, e di strumenti. E ora lo saranno ancora meno, a causa dell’ulteriore riduzione dei trasferimenti statali e dei tagli di spesa sociale, previsti dalla legge di bilancio e dalla Regione. Che cosa si può fare allora in simili condizioni? Non certo pensare che il compito degli enti caritativi e del volontariato diventi sostituivo a quello delle istituzioni. Il volontariato, anche quello cristiano, esce dal proprio isolamento e dal rischio di autosufficienza, per mettersi in sinergia con gli altri gruppi e forze sociali presenti sul territorio, collabora con i servizi sociali e le istituzioni, non sostituendosi ad esse e ricordando sempre i doveri dell’ente pubblico, affinché non si finisca per dare in carità ciò che è dovuto per giustizia (cf.AA8). Tra le finalità dei centri di Ascolto Caritas vi è in primo luogo l’accoglienza e l’ ascolto della persona, prima ancora dei suoi problemi, la valutazione delle sue difficoltà – che non sempre sono di tipo economico, ma talvolta anche di relazione – e poi l’accompagnamento in un percorso di uscita da tale condizione, mediante lo stimolo all’attivazione delle risorse personali presenti in ciascuno. Anche se un tale compito non è semplice e richiederebbe più adeguati strumenti e competenze. Come ci ricorda il priore di Bove: “ Se manca la formazione, la proposta di impegno rivolta soprattutto alle giovani generazioni, il volontariato rischia di diventare l’inganno di chi pensa che l’amore sia a portata di mano di chiunque…”(Enzo Bianchi, Da forestiero, p.90). Anche se l’amore si esprime verso l’uomo concreto e se, quando il bisogno preme, l’aspettativa è la risposta alle necessità più urgenti. Sotto questo aspetto, le risposte date dal Centro di Ascolto, complessivamente sono quasi 3.300, di cui1.808 solo di viveri, (oltre 12 tonn. di prodotti alimentari), vestiti, calzature, sussidi economici, ma anche ascolto, indirizzo e accompagnamento, per un totale di 474 utenti. Con i loro familiari, le persone raggiunte sono 1.470. Più che la quantità di beni distribuiti contano le risposte date con gratuità, come dono solidale della comunità. Nonostante i nostri limiti, abbiamo cercato di ispirare il nostro agire a tale espressione operando, nei vari interventi, in collegamento con i Servizi sociali del Comune di Noale e, in parte, di altri comuni limitrofi. Se in qualche misura vi fossimo riusciti, ciò è dovuto al sostegno continuo e determinante della Parrocchia (anche attraverso la cassetta per i poveri e la giornata del ringraziamento) , di altre associazioni, Caritas parrocchiali, di tutta la comunità locale, e al contributo del Centro Servizi per il Volontariato, della Provincia di Venezia. Se vi fossimo riusciti, inteso naturalmente come Associazione e, in particolare, il gruppo degli operatori volontari che continuano donare, con fedeltà e perseveranza, una parte non solo del proprio tempo ma della propria vita, in solidarietà e completa gratuità. Gruppo al quale si sono aggiunti nuovi volontari, ultimamente anche giovani studenti delle superiori, motivati all’impegno concreto e alla partecipazione solidale verso gli altri, soprattutto verso coloro che per vari motivi si trovano in situazioni, anche contingenti, di debolezza e difficoltà.
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